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Il colloquio di lavoro è una delle fasi chiave di un processo di selezione. Dopo l'inoltro del curriculum vitae, meglio se arricchito da una lettera di presentazione, il referente delle risorse umane se positivamente colpito fisserà proprio un colloquio di lavoro.

 

Questo però non significa che facendo i colloqui di lavoro si è già selezionati: sicuramente conoscere di persona il recruiter è positivo in quanto si è riusciti a catturare la sua attenzione, spiccando tra tanti candidati. Non bisogna però sottovalutare un colloquio di lavoro in quanto si è ancora in una fase di selezione ed è un momento cruciale per confermare una buona prima impressione ed essere effettivamente inseriti in impresa.

 

In questo articolo offriamo una guida utile per il colloquio di lavoro, approfondendo: 

Come affrontare un colloquio di lavoro in modo efficace

La prima regola d'oro per affrontare al meglio un colloquio di lavoro è studiare e conoscere a fondo l'impresa per la quale si è inoltrata la candidatura. Come prima cosa dovrai quindi conoscere approfonditamente i suoi valori per comprendere l'ambiente di lavoro. Solo in questo modo potrai capire la loro cultura interna e di conseguenza mettere in luce, durante il colloquio di lavoro, tutti quegli aspetti della tua personalità che meglio si allineano. Inoltre, alcune le imprese richiedono ai candidati di svolgere un test psico-attitudinale prima del colloquio di lavoro.

 

Oltre alla cultura e ai valori, è fondamentale sapere nel dettaglio la posizione per la quale si sta inoltrando la candidatura. Le mansioni, i ruoli, le responsabilità che spettano alla figura ricercata sono da sapere in modo dettagliato così che tu possa mettere in luce in modo ottimale le tue competenze hard e soft durante il colloquio di lavoro. Questo vale anche nel caso in cui tu inoltrassi una candidatura spontanea: sebbene la posizione che vorresti ricoprire non è ancora attiva, è fondamentale che tu sia preparato su ciò che caratterizza la figura professionale a cui aspiri.

 

In terzo luogo, è importante che tu conosca il processo di selezione dell'impresa: quale tipologia di colloquio di lavoro dovrai affrontare? Ci sarà un assessment center di gruppo, dovrai fare un colloquio di lavoro con un recruiting bot?

 

In ogni caso, un consiglio utile è quello di provare e riprovare a svolgere un colloquio di lavoro sia da soli sia con amici così da prendere confidenza con le domande più comuni e la presentazione di sé. Nei prossimi paragrafi parleremo proprio di questo!

Presentarsi al meglio al colloquio di lavoro: l'importanza dell'immagine e del comportamento

Come abbiamo anticipato, essere arrivati al colloquio di lavoro significa aver già in parte suscitato l'attenzione del recruiter. Durante il colloquio si avrà l'occasione di confermare, o smentire, la buona prima impressione. Potrai mettere in atto il tuo Personal Branding e stupire il tuo interlocutore, differenziandoti dagli altri candidati.

 

Tutto parte da come ci presentiamo al colloquio di lavoro. Ricordati che avrai a disposizione poco tempo, quindi prepara un elevator pitch che sappia mettere in luce le tue peculiarità che sono più allineate alla cultura e ai valori dell'impresa. Vuoi saperne di più su come presentarti al meglio durante un colloquio di lavoro? Abbiamo scritto un articolo dedicato, leggilo a questo link:

Oltre alla comunicazione verbale, è fondamentale considerare anche altri elementi durante un colloquio di lavoro: l'outfit e la comunicazione non verbale.

 

Lo studio della cultura aziendale ricordiamo essere essenziale anche per comprendere quanto sia formale o informale il luogo di lavoro e di conseguenza scegliere l'outfit per il colloquio. Sebbene sempre più spesso, soprattutto con l'avvento della Generazione Z, stiano venendo meno gli stereotipi legati all'aspetto fisico, l'abbigliamento è importante per confermare una buona prima impressione. Non solo cosa indossare, ma anche la cura dei propri indumenti: è importante che siano puliti, senza pieghe e abbinati con cura.

 

La comunicazione non verbale, invece, è quella forma di comunicazione che invia messaggi attraverso il linguaggio del corpo. Dalla postura, alla stretta di mano; dallo sguardo a gesti involontari come tic.

 

Tutte queste indicazioni valgono sia per i colloqui di lavoro svolti in presenza, ma anche per i video colloqui. Sempre più spesso, grazie alla digitalizzazione, i colloqui di lavoro sono svolti da remoto, ma cnon minimizza la loro importanza e la loro serietà per questo dovrai prepararti proprio come se fossi in presenza. 

 

Ricordati, infine, di ascoltare in modo attivo e di prestare attenzione a quanto il tuo interlocutore sta affermando. Potrebbe darti spunti utili per mettere in luce le tue competenze, mostrando di essere il candidato che stanno cercando!

Domande e risposte comuni durante un colloquio di lavoro

Di fatto, il processo di selezione da parte di un'impresa può prevedere diversi step. Solitamente il primo colloquio è un incontro per conoscersi meglio e comprendere la motivazione e le competenze soft del candidato. Successivamente, è possibile che sia richiesto anche un secondo colloquio più tecnico, la maggior parte delle volte condotto insieme al responsabile del team in cui si verrà inseriti, che indaga le competenze più hard anche con prove pratiche.

 

Se l'interview conoscitiva è tendenzialmente simile per diverse imprese, il colloquio tecnico è più specifico alla realtà per cui ci si sta candidando. Di seguito riportiamo alcune delle domande più comuni al colloquio di lavoro conoscitivo e possibili risposte da poter dare in modo efficace.

 

1. Parlaci di te e delle tue esperienze 

 

Questa è una delle domande che vengono sempre fatte durante un colloquio di lavoro: prepara quindi un discorso chiaro e conciso dove evidenziare il tuo percorso accademico e la tua esperienza professionale. Non dimenticare di citare gli aspetti di te che più si legano all'offerta di lavoro per la quale ti stai candidando.

 

Qualora tu ti stessi candidando per la prima esperienza, metti in luce le attività che svolgi nel tempo libero come il volontariato o lo sport che pratichi sottolineando i punti di forza che hai arricchito grazie ad esse: il volontariato, per esempio, arricchisce la capacità di ascolto e l'intelligenza emotiva; lo sport favorisce il team working e la risposta allo stress.

 

In questa fase è sconsigliabile raccontare aneddoti della propria vita personale. 

 

2. Qual è il tuo punto debole o su cosa pensi di poter migliorare?

 

Spesso i recruiter tendono a mettere in difficoltà il candidato, ma potrai sfruttare al meglio questa domanda per mettere in luce aspetti di te positivi. L'importante è non peccare di supponenza e non credersi invincibili: un buon leader sa di poter sbagliare e concepisce gli errori come modo per migliorarsi. Prepara quindi tre aggettivi che non siano necessariamente dei punti di debolezza, ma aspetti in cui vorresti migliorare e dimostra motivazione a voler superare i tuoi limiti o le tue carenze.

 

3. Dove ti immagini tra cinque anni? 

 

Questa domanda viene svolta al colloquio di lavoro per capire l'ambizione lavorativa. L'equilibrio è la giusta chiave della risposta: non mostrare arroganza, ma non sottovalutarti. Soffermati piuttosto suldesiderio di crescere professionalmenteeacquisirenuove competenze al fine di avere maggiori responsabilità.

 

4. Perché ti interessa questo ruolo?

 

Questa domanda viene posta per comprendere se il candidato è motivato a svolgere proprio quello specifico ruolo in azienda. Proprio per questo è fondamentale che tu sappia bene la mansione e che tu conosca la realtà in cui vuoi lavorare!

 

5. Hai domande da porre?

 

Prima abbiamo anticipato l'importanza dell'ascolto attivo: ti aiuterà a porre domande al recruiter dimostrando di aver prestato attenzione alle sue parole e di essere incentivato a conoscere più a fondo la cultura aziendale e le caratteristiche della posizione. Non avere paura di fare delle domande: se ben ponderate daranno di te una buona prima impressione. 

Dos and Don'ts: cosa dire e non dire durante un colloquio di lavoro

Sapere cosa dire e cosa è meglio evitare durante il colloquio di lavoro è un altro aspetto fondamentale. Di seguito potrai vedere un video di Marco Montemagno, speaker di successo, che ci racconta i suoi errori durante i suoi (pochi) colloqui di lavoro.

Come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, è importante non mostrarsi arroganti o supponenti durante i colloqui di lavoro, ma nemmeno troppo amichevoli.

 

Per creare una buona connessione emotiva e apertura reciproca inizia il colloquio di lavoro con un bel sorriso: aiuterà a distendere la tensione. L'autenticità è la chiave per apparire veramente motivati e non incappare in qualche incoerenza nel proprio discorso. Anche l'onestà deve essere un valore chiave che ti guida durante il colloquio: ricordati che mentire sulle proprie competenze o su altri fattori non potrà che ritorcerti contro nel caso in cui verrai inserito o potrà essere comunque smentito dal recruiter.

 

Inoltre, cerca di mostrare sempre apertura nei confronti del recruiter senza rimandare al curriculum vitae o alla lettera di presentazione. Porta pazienza e se necessario ripeti le informazioni senza farlo notare.

 

Altro aspetto da evitare è di screditare il precedente lavoro e i superiori. A prescindere da come sono andate le tue esperienze pregresse è importante rimanere sempre professionali. Ricordati, infine, di ringraziare per il tempo che ti è stato dedicato, anche attraverso una mail di ringraziamento, e di prepararti al meglio anche per il follow-up!