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In televisione si parla spesso degli infortuni che coinvolgono gli sportivi, dai calciatori agli sciatori, passando per tennisti e ciclisti. Ma non bisogna essere per forza degli sportivi professionisti per incorrere in infortuni.

Certo, per uno sportivo un infortunio è più visibile, perché il proprio corpo è lo “strumento” che consente di svolgere il proprio lavoro, per il quale si è remunerati (spesso profumatamente). Ma a ben pensarci, anche per noi “comuni mortali”, non è poi così diverso.

Con un problema ad una gamba, ad un braccio o alla schiena, le nostre giornate sarebbero uguali? Probabilmente no, sia a livello professionale (l’attività lavorativa) che personale (la cura della casa, dei familiari, lo svolgimento dei propri hobby).

Se per uno sportivo è evidente che la causa dell’infortunio è l’aver portato il proprio corpo “al limite” (a volte oltre), quali sono i principali motivi di infortunio per la popolazione italiana? Ed è possibile prevenirli? Vediamo che cosa ci dicono le statistiche.

1) I principali motivi di infortunio

Conoscere significa prevenire. E qui, le statistiche ISTAT   parlano chiaro: il luogo di gran lunga più pericoloso nella nostra vita è la casa. Ecco la classifica relativa ai motivi per chi ha avuto bisogno di assistenza ospedaliera:

  • 66% incidente domestico
  • 23% incidente stradale
  • 6% infortunio sul lavoro
  • 4% episodi di violenza

Per quanto riguarda gli incidenti stradali (23%), i modi per prevenire sono regolamentati dal codice della strada: rispettare i limiti, mantenere una velocità commisurata alle condizioni del traffico, rispettare i semafori e la segnaletica, non distrarsi mentre si guida (con il cellulare o con la radio), non mettersi alla guida quando si è stanchi o si ha bevuto.

Per quanto riguarda invece gli infortuni sul lavoro, i motivi sono più complessi: innanzitutto ci vogliono condizioni di esercizio “sicure” dell’attività, per minimizzare i rischi di cadute o di problemi durante la manovra di macchinari. Ma è necessaria anche la corretta attrezzatura (come guanti e scarpe anti-infortunistica), nonché la giusta dose di attenzioni da parte del lavoratore, con l’assenza di distrazioni (sempre il cellulare) o di pensieri per preoccupazioni a livello familiare o personale.

Se gli episodi di violenza, purtroppo, si commentano da soli, andiamo invece ad esplorare il nostro “nido casalingo”: lo dobbiamo vedere più come un rifugio sicuro o come un luogo pericoloso?

2) Le stanze più pericolose della nostra casa

Se includiamo anche le notti e i weekend, la casa è il luogo dove passiamo la maggioranza del nostro tempo. Ma non è un posto qualunque: oltre che essere il nostro “nido” è anche il luogo dove “abbassiamo la guardia”, perché siamo stanchi o perché semplicemente ci stiamo rilassando al termine di una giornata. Ed è anche il luogo degli hobby, soprattutto per chi ha una stanza in più o un giardino.

Rilassamento, stanchezza, abbassamento delle difese “perché tanto sono in casa”, routine quotidiana: questi sono gli ingredienti alla base degli infortuni domestici.

Ma quali sono le “stanze” più pericolose della nostra casa, quelle che dovremmo frequentare con la maggior cautela?

La cucina è senz’altro al primo posto, perché è quella “più densa” di pericoli: oltre alla presenza di fiamme vive (salvo che si abbiano dei fornelli a induzione), si ha comunque a che fare con pentole e teglie bollenti e acqua o cibi bollenti. Ma anche tutti gli accessori “taglienti” della cucina sono una continua fonte di pericolo per le nostre dita. Per non parlare delle “acrobazie” che dobbiamo fare per raggiungere gli angoli più remoti ed elevati delle nostre dispense.

Al secondo posto troviamo i bagni, che con la cucina condividono il rischio di scivolare sulle piastrelle umide o di inciampare nei tappetini. Ma le docce e le vasche da bagno, oltre ad aumentare il rischio di scivolare, provocano anche l’aumento della temperatura a causa dei vapori: una possibile causa di abbassamento della pressione e dunque di micro-svenimenti che possono portare a cadute rovinose.

Le stanze dedicate agli hobby o gli spazi aperti (giardini o terrazzi) hanno poi una pericolosità direttamente proporzionale al tipo di attività praticata: la lettura sarà probabilmente meno rischiosa rispetto al fitness, che a sua volta sarà meno rischioso rispetto alla potatura di alberi da giardino.

Chiarito quali sono le stanze più pericolose, passiamo alle cause degli infortuni e alla loro prevenzione.

3) Le cause di infortunio e la loro prevenzione

Secondo l’ISTAT   la causa più frequente degli oltre 4 milioni di incidenti domestici all’anno è la “caduta”. Ecco la classifica completa:

  • 54,4% cadute
  • 20% ferite
  • 13% urti, schiacciamenti e ustioni
  • 12,6% altro

Oltre la metà (54,4%) dei problemi in casa sono dunque dovuti a eventi che possono avvenire perché ci si è arrampicati su una scala, ma anche semplicemente perché si è inciampati a causa di un tappeto, di un pavimento scivoloso o di una perdita di equilibrio dovuta all’età o al calore del bagno.
Il fattore età, quando si parla di cadute, è evidente: tre incidenti su quattro (77%) accadono a persone con più di 60 anni, autosufficienti, che non presentano problemi nella mobilità quotidiana.

All’opposto, i bambini, soprattutto piccoli, sono protagonisti dei tanti infortuni che i genitori cercano in tutti i modi di prevenire fin dalla più tenera età: paraspigoli, oggetti che possono essere ingoiati, forbici e coltelli, ma anche prodotti pericolosi. Su questo fronte, il 28% degli incidenti legati a prodotti presenti in casa è causato da detersivi.

La prevenzione passa dunque da alcune accortezze, come evitare spigoli vivi, fissare i tappeti sotto ai mobili quando possibile e a tenere ben separati i liquidi velenosi in un luogo alto e a parte.

Ma nonostante tutta la prevenzione che possiamo fare, i numeri ci raccontano di come gli infortuni, soprattutto in ambiente domestico, sono accaduti e continuino ad accadere a milioni di persone in Italia ogni anno.

Quello che possiamo fare, oltre a ridurre le cause di rischio e a prestare attenzione quando possibile, è essere consapevoli delle conseguenze di un infortunio, anche di piccola o moderata entità, sulla nostra vita quotidiana e sulla nostra attività lavorativa, prendendo per tempo le opportune contromisure e vivere così, con maggiore serenità, le nostre giornate.

 

1 Ricoveri Ospedalieri in Italia – Rapporto SDO dicembre 2024

2 https://www.spazio50.org/incidenti-domestici-anziani-come-prevenirli/

3 https://lasicurezzadomestica.it/