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Viviamo sempre più di corsa, cercando di rispettare le tante scadenze della vita quotidiana. A volte ce la facciamo, a volte ci sentiamo invece come sopraffatti dalle troppe cose che dobbiamo gestire.

La parola che più spesso usiamo per descrivere questo stato d’animo è “stress”. Ma che cosa significa  questa espressione? Quali effetti può avere sul nostro benessere? E come lo possiamo gestire? Iniziamo dalla definizione.

1) Che cosa significa stress

Secondo l’enciclopedia Treccani1, la parola “stress” è di origine inglese, significa letteralmente “sforzo” ed è l’evoluzione di “distress”, che significa “angoscia, dolore”. Quello che non tutti sanno è che questa espressione, a sua volta, deriva dal francese antico “estrece”, che rimanda ai concetti di “strettezza” e “oppressione”, con un’origine latina legata a “strictus”, che letteralmente significa “stretto”.

Chi si è sentito di recente “stressato” si ritroverà in questo mix di sensazioni, che ci fanno sentire “stretti” tra le scadenze e le cose da fare, con conseguente sforzo e fatica che può potarci a situazioni vere e proprie di angoscia e di dolore psicofisico.

Lo stress è infatti qualcosa che riguarda sia il nostro corpo che la nostra mente, ma che non necessariamente deve avere un’accezione negativa. L’Humanitas, ad esempio, ci ricorda2 che “lo stress è una risposta naturale del nostro organismo di fronte a situazioni che percepiamo come minacciose o pericolose. È un meccanismo di difesa che ci permette di reagire prontamente, attraverso una risposta di fuga o attacco, attivando neurotrasmettitori come adrenalina e noradrenalina. Questi aumentano la nostra prontezza e capacità di reazione in situazioni di pericolo.”

Lo stress è dunque un meccanismo legato alla nostra sopravvivenza: senza la capacità di reagire con prontezza a degli stimoli esterni … ci saremmo probabilmente già estinti!

Il problema, prosegue l’Humanitas, “nasce quando lo stress diventa eccessivo o prolungato”. Ma come si fa a capire quando lo stress sta superando i livelli di guardia?

2) I sintomi dello stress

Da un punto di vista medico e fisiologico, sempre secondo l’Humanitas, lo stress può essere riconosciuto attraverso questi quattro sintomi:

  • aumento del battito cardiaco
  • contrazioni muscolari
  • mani fredde
  • sensazione di tensione generalizzata

 

Di fatto si tratta del nostro corpo che si sta preparando ad affrontare un pericolo, non sapendo ancora se si tratti di fronteggiare l’imprevisto o di scappare. L’accumulo di stress è quello che porta le conseguenze più negative sul nostro benessere, quali ad esempio:

  • disturbi del sonno
  • difficoltà di concentrazione
  • sentimenti di tristezza
  • tensione muscolare

 

Si tratta di disturbi che possono davvero incidere in modo significativo e negativo sulla qualità delle nostre giornate, in ambito famigliare come in quello lavorativo.

 

3) Lo stress lavorativo

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità definisce3 il “burn-out lavorativo” come una condizione nella quale degli stress lavorativi ripetuti nel corso del tempo e non correttamente gestiti possono portare a:

  • sensazione di svuotamento di energie e di esaurimento
  • apatia verso il lavoro, sensazioni negative e cinismo verso la propria attività
  • riduzione della produttività

 

Secondo alcuni studi psicologici4, le cause dello stress sul posto di lavoro sono solitamente dovute a:

  • carichi di lavoro eccessivi
  • richieste contrastanti e mancanza di chiarezza sui ruoli
  • scarso coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano i lavoratori e mancanza di influenza sul modo in cui il lavoro viene svolto
  • gestione inadeguata dei cambiamenti organizzativi, precarietà del lavoro
  • comunicazione inefficace, mancanza di sostegno da parte dei colleghi o dei superiori.

 

Si tratta purtroppo di situazioni molto frequenti in ambito lavorativo e professionale. Un conto però è che capitino una volta ogni tanto, un altro che siano invece strutturali, provocando un radicamento delle conseguenze dello stress.

Ma a prescindere dall’origine (lavorativa, famigliare, affettiva, economica), come si può gestire al meglio lo stress?

4) La gestione dello stress

Per condividere alcune idee concrete e alla portata di tutti per ridurre e gestire lo stress, riportiamo di seguito i consigli che vengono forniti da un soggetto che a prima vista potrebbe non sembrare così legato al mondo dello stress: il Ministero della Difesa5.
Innanzitutto esistono tre tecniche immediate per ridurre lo stress:

  1. concentrarsi sul compito
    se l’origine dello stress è una specifica attività, che può essere risolta in modo diretto ed immediato, è la soluzione più semplice ed economica: “via il dente, via il dolore”
  2. concentrarsi sulle emozioni
    se la situazione non è di semplice e immediata risoluzione, può essere utile parlarne con amici e conoscenti, per comprendere, riconoscere e meglio gestire le proprie emozioni
  3. concentrarsi su evitare la fonte di stress
    se non ci sono alternative migliori, cercare di evitare la fonte dello stress è una buona strategia nel breve termine, nell’attesa di individuare soluzioni migliori

Più in generale, ecco alcuni comportamenti che ci possono aiutare a ridurre e gestire i livelli di stress:

  • fare attività fisica: fa bene al corpo e alla mente
  • dormire a sufficienza: la mattina dopo ci si sentirà meglio
  • mangiare bene: noi siamo (anche) ciò che mangiamo
  • contenere l’uso di alcolici, tabacco e caffè: all’inizio può sembrare che facciano stare meglio, ma dopo è peggio!
  • rilassarsi: usare il tempo libero per gli hobby che ci piacciono e che ci fanno stare bene
  • gestire bene il tempo: definire delle priorità, darsi delle scadenze
  • sorridere: lo humor fa bene alla salute
  • riconoscere le proprie emozioni: siamo esseri umani ed è normale sentire diversi stati d’animo
  • parlare con chi ci ispira fiducia: amici e colleghi ci aiutano a mettere le cose in prospettiva e – a volte – a trovare soluzioni
  • accettare la realtà: non possiamo controllare tutto; concentriamoci su ciò che possiamo influenzare e cambiare

 

Come vedi, si tratta di consigli preziosi e applicabili nella vita di tutti i giorni.

5) Gli stress finanziari

Tra le fonti di stress ci sono naturalmente le preoccupazioni economiche, per la gestione del budget famigliare e di eventuali spese impreviste.

Ti ricordiamo che l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale nasce proprio per rendere le persone consapevoli delle proprie necessità, fornendo strumenti concreti per vivere con maggiore serenità e indipendenza la propria vita da un punto di vista economico.

Il punto di partenza è la conoscenza del proprio “budget”: entrate, uscite, risparmio e ricchezza disponibile, al netto dei debiti. Poi bisogna pianificare la gestione e la protezione dai rischi per noi rilevanti, per impedire che eventi esterni ci impediscano di realizzare i nostri sogni. E poi si investe per il proprio futuro pensionistico e per gli altri obiettivi di vita, ricordandosi – un giorno - di considerare eventuali necessità successorie verso i propri cari.

Se queste attività per migliorare il tuo benessere da un punto di vista finanziario ti sembrano troppo complesse o difficili da realizzare, potrebbe essere utile affidarsi ad un consulente di fiducia.

Lo stress infatti può dipendere da molti fattori esterni, ma anche nel modo con cui ognuno di noi decide di affrontarli.

 

1 https://www.treccani.it/vocabolario/stress/ 
2 https://www.humanitas-care.it/news/stress-i-sintomi-e-come-gestirlo/
3 https://www.who.int/news/item/28-05-2019-burn-out-an-occupational-phenomenon-international-classification-of-diseases
4 https://www.santagostino.it/magazine-psiche/gestione-stress-lavorativo/
5 https://www.difesa.it/smd/approfondimenti/benessere-e-salute/lo-stress-si-puo-gestire/34534.html