LA NAZIONALIZZAZIONE

La nazionalizzazione del ramo vita rappresenta un duro colpo per Alleanza, in quanto l'attività deve essere ceduta all'INA.
Nel 1912 il portafoglio vita Alleanza era di 13.000 contratti, con un capitale che sfiorava i 130 milioni di lire a fronte di quasi 30.000 polizze vita. I premi annuali erano saliti dalle 863.106 lire del 1899 ai quasi cinque milioni del 1912.
Il ramo trasporti esce dal bilancio; quello infortuni, per quanto attiene le polizze collettive, viene trasferito contemporaneamente ad Ausonia (società riportante ad Alleanza).


Le polizze popolari non entrano nell'accordo di cessione perché trasferite alle società Iniziativa e Ausonia (fondate da Mackenzie rispettivamente nel 1981 e 1903), compagnie operanti solo marginalmente nel ramo vita e quindi, non interessate dalla legge del monopolio.

Il "tesoro" di Alleanza viene ceduto per la quasi totalità all'INA, a cui finiscono tutte le proprietà immobiliari.
Nelle clausole dell'accordo, oltre alla cessione delle polizze vita, viene sottolineato l'impegno dell'Ina ad assumere il personale di Alleanza rimasto dopo i licenziamenti già effettuati in previsione della cessione.

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