IL DIBATTITO SUL MONOPOLIO

Il ruolo delle assicurazioni Vita nelle sue istanze sociali ed economiche aveva visto formarsi due schieramenti: da una parte si collocavano quanti erano favorevoli al mantenimento del "libero" mercato nel settore (concorrenza oligopolistica guidata da grandi compagnie estere), dall'altra coloro che, al contrario, invocando motivazioni di previdenza per le categorie meno abbienti o opportunitą d'introito per il bilancio dello Stato, volevano la riduzione del ramo vita a monopolio pubblico.

L'opposizione pił decisa alla legge sulla nazionalizzazione del ramo vita fu sostenuta in Parlamento dai conservatori e sulla stampa quotidiana specializzata, da parte di economisti come Luigi Einaudi, Giuseppe Prato e altri che attaccarono fortemente Nitti, tanto che questi in Parlamento si paragona a San Sebastiano che, "con il corpo pieno di frecce, cercherą di toglierle ad una ad una". Einaudi, in un breve saggio molto vivace su "Riforma Sociale", critica il progetto di nazionalizzazione e paventa la nascita di una "baracca burocratica" sicuramente negativa, per la prevedibile incapacitą di mantenere concorrenziale e dinamico il settore vita.

Il dibattito fu intenso ma Giolitti fece del monopolio sulle assicurazioni vita uno dei punti qualificanti del suo Governo, nato il 30 marzo 1911.
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