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Il rendimento di un investimento misura come è cambiato il valore del capitale in un determinato periodo. Può essere positivo, quando l’investimento genera un guadagno, oppure negativo, quando il valore finale è inferiore alla somma impiegata.

 

Il dato percentuale, però, non è sufficiente per capire se il risultato sia soddisfacente. Bisogna sapere in quanto tempo è stato ottenuto, quali costi e imposte sono stati applicati, quanto ha inciso l’inflazione e quali rischi sono stati sostenuti. Anche due investimenti con lo stesso rendimento possono avere caratteristiche molto diverse.

 

Indice dell'articolo:

 

  • Che cos’è il rendimento di un investimento
  • Come calcolare il rendimento di un investimento
  • Rendimento lordo, netto, nominale e reale
  • Come confrontare il rendimento di investimenti diversi
  • Qual è il rapporto tra rendimento e rischio
  • Come investire in modo consapevole
  • Le soluzioni di investimento Alleanza

Che cos’è il rendimento di un investimento

Il rendimento rappresenta la variazione percentuale del valore di un investimento rispetto al capitale iniziale. Il risultato può derivare da più componenti:

 

  1. dall’aumento o dalla diminuzione del prezzo dello strumento;
  2. da interessi e cedole;
  3. da dividendi o altri proventi distribuiti;
  4. dall’eventuale reinvestimento dei proventi maturati.

 

Se un titolo viene acquistato a un determinato prezzo e poi venduto a un prezzo più alto, la differenza genera una plusvalenza. Se viene venduto a un prezzo più basso, si registra invece una minusvalenza. Cedole, interessi e dividendi contribuiscono al rendimento complessivo anche quando il prezzo dello strumento rimane invariato.
Interesse e rendimento, quindi, non sono sempre sinonimi. L’interesse è una possibile componente del risultato; il rendimento considera l’intero andamento dell’investimento nel periodo osservato.

Elemento Che cosa indica Perché conta
Capitale iniziale La somma effettivamente investita È la base rispetto alla quale si misura il risultato.
Valore finale Quanto vale l’investimento alla data considerata Può essere superiore o inferiore al capitale iniziale.
Proventi Interessi, cedole, dividendi o somme distribuite Vanno inclusi nel calcolo se non sono già compresi nel valore finale.
Durata Il periodo durante il quale il capitale è rimasto investito Lo stesso risultato ottenuto in uno o più anni non ha lo stesso significato.
Costi, imposte e inflazione Le voci che riducono il risultato disponibile o il suo potere d’acquisto Permettono di passare dal dato lordo a una valutazione più realistica.

Come calcolare il rendimento di un investimento

La formula base del rendimento percentuale

 

 

Quando si effettua un unico investimento e non ci sono versamenti o prelievi successivi, il calcolo di base per il rendimento percentuale di un investimento è:

 

 

Rendimento percentuale = [(valore finale − capitale iniziale + proventi incassati) / capitale iniziale] × 100

 

 

I proventi devono essere aggiunti soltanto se non sono già inclusi nel valore finale. In caso contrario verrebbero conteggiati due volte.

Esempio pratico di calcolo

Immaginiamo, a solo scopo informativo, un capitale iniziale di 10.000 euro. Dopo 18 mesi l’investimento vale 10.350 euro e nel periodo sono stati incassati 150 euro di proventi, non reinvestiti.

 

 

Voce

Valore dell’esempio

Capitale iniziale

10.000 euro

Valore finale

10.350 euro

Proventi incassati

150 euro

Risultato complessivo

500 euro

Rendimento complessivo

5% in 18 mesi

Il risultato del 5% riguarda l’intero periodo di 18 mesi: non è un rendimento annuo. Questa distinzione è essenziale quando si confrontano investimenti con durate differenti.

Rendimento complessivo e rendimento annualizzato

Il rendimento complessivo indica il risultato ottenuto nell’intero periodo. Quello annualizzato esprime lo stesso risultato su base annua e permette di confrontare più facilmente investimenti con durate diverse.

 

 

Per un capitale investito una sola volta, senza ulteriori flussi, la formula è:

 

 

Rendimento annualizzato = [(1 + rendimento complessivo)^(1 / numero di anni) − 1] × 100

 

 

Nella formula la percentuale va espressa in forma decimale: il 5%, per esempio, corrisponde a 0,05. Nell’esempio precedente, il 5% ottenuto in un anno e mezzo equivale a circa il 3,3% annuo. Il guadagno non cambia: viene soltanto espresso su una base temporale comune. Per confrontare due risultati bisogna conoscere anche metodo di calcolo e costi.


Rendimento semplice e rendimento composto

Nel rendimento semplice, gli eventuali proventi non vengono reinvestiti. Nel rendimento composto, invece, entrano nel capitale e possono contribuire ai risultati successivi: è il meccanismo dell’interesse composto. Il suo effetto diventa più evidente nel tempo, ma non rende certo il risultato, che continua a dipendere dall’andamento dell’investimento.

Che cosa cambia con versamenti e prelievi

La formula base non basta quando si versa o si ritira denaro durante il periodo. Una somma investita per un anno, infatti, ha avuto più tempo per produrre risultati di una versata pochi giorni prima del calcolo.

 

In questi casi si usa spesso il tasso interno di rendimento, o TIR, che considera l’importo e la data di ogni movimento. Nei rendiconti può comparire anche un “rendimento personalizzato” calcolato sui propri versamenti e prelievi. Prima di confrontare due percentuali è quindi importante verificare quale metodo sia stato utilizzato.


Rendimento lordo, netto, nominale e reale

La parola “rendimento” può indicare risultati diversi. Prima di confrontare due percentuali bisogna capire che cosa è già stato sottratto e se è stata considerata l’inflazione.

 

 

  • Lordo: Il risultato prima di costi e imposte

  • Netto: Il risultato dopo gli oneri indicati nel documento

  • Nominale: La crescita monetaria del capitale senza considerare l’inflazione

  • Reale: Il rendimento corretto per l’inflazione

 

Il termine “netto” non ha sempre lo stesso significato. Il dato potrebbe essere già al netto dei costi, ma non delle imposte. La documentazione del prodotto deve specificare quali voci sono state considerate.

 

 

Per stimare il rendimento reale si può usare questa formula:

 

 

Rendimento reale = [(1 + rendimento nominale) / (1 + inflazione)] − 1

 

 

Anche qui le percentuali vanno espresse in forma decimale. Per una stima immediata, quando i valori sono contenuti, si può sottrarre l’inflazione dal rendimento nominale. Un rendimento ipotetico del 3% con un’inflazione del 2%, per esempio, corrisponde a una crescita reale vicina all’1%.

Rendimento storico, atteso e garantito non sono la stessa cosa

  • Rendimento storico: È il risultato registrato in passato in uno specifico periodo. Non indica quale sarà l’andamento futuro.

 

  • Rendimento atteso: È una stima basata su ipotesi e scenari. Il risultato effettivo può essere diverso, anche negativo.

 

  • Rendimento garantito: Esiste soltanto quando è previsto espressamente dal contratto e nei limiti, nelle date e alle condizioni indicate.

 

  • Scenario di performance: Mostra possibili esiti costruiti secondo una metodologia. Non è una promessa né una previsione personalizzata.

 

Anche una garanzia sul capitale deve essere letta con attenzione. Può valere soltanto alla scadenza, in caso di decesso o al verificarsi di condizioni precise; un’uscita anticipata potrebbe non beneficiarne. Garanzia del capitale e garanzia di rendimento sono inoltre due concetti distinti, da valutare anche alla luce delle logiche di protezione del capitale.


Come confrontare il rendimento di investimenti diversi

Il confronto ha senso soltanto se i dati sono espressi su basi omogenee. Un rendimento lordo su più anni non può essere confrontato direttamente con un rendimento netto annuale. Allo stesso modo, una percentuale più alta non identifica automaticamente la scelta migliore se deriva da un rischio maggiore o da condizioni meno flessibili.

Aspetto da confrontare Che cosa verificare Perché è importante
Periodo Rendimento complessivo o annualizzato e date di riferimento Evita di confrontare durate differenti.
Costi Ingresso, gestione, transazione, coperture ed eventuale uscita Riducono il risultato disponibile, soprattutto nel tempo.
Fiscalità Regime applicabile e momento della tassazione Incide sul rendimento che resta all’investitore.
Inflazione Rendimento nominale rispetto alla variazione dei prezzi Permette di valutare il potere d’acquisto.
Rischio Possibili perdite, oscillazioni e indicatore sintetico Due rendimenti simili possono comportare rischi molto diversi.
Liquidità Tempi, condizioni e costi per recuperare il capitale Conta se il denaro potrebbe servire prima del previsto.
Orizzonte temporale Periodo di detenzione raccomandato e propria scadenza Riduce il rischio di dover uscire in un momento sfavorevole.
Garanzie Oggetto, durata, condizioni ed esclusioni La parola “garantito” non va interpretata oltre quanto previsto dal contratto.

Il KID aiuta a leggere rischio, scenari e costi

Il KID, cioè il documento contenente le informazioni chiave, aiuta a esaminare un prodotto prima della sottoscrizione. Indica, tra gli altri elementi:

 

 

  • a chi è rivolto il prodotto e come funziona;

  • l’indicatore sintetico di rischio, normalmente espresso su una scala da 1 a 7;

  • la possibile perdita e gli scenari di performance;

  • il periodo di detenzione raccomandato;

  • i costi e il loro impatto sul rendimento;

  • le condizioni per uscire dal prodotto.

 

Un livello 1 su 7 non significa che il prodotto sia privo di rischi. Il numero va letto insieme al periodo consigliato, agli scenari e agli altri rischi riportati nel KID.


Il peso delle diverse componenti cambia il profilo dell’investimento

L’asset allocation è il modo in cui il capitale viene distribuito tra componenti diverse, come strumenti obbligazionari, azionari o gestioni separate. Una presenza maggiore di azioni, per esempio, può aumentare le possibilità di crescita, ma anche le oscillazioni. Cambiando i pesi cambia quindi anche il profilo complessivo dell’investimento.

Qual è il rapporto tra rendimento e rischio

Il rischio è la possibilità che il risultato sia diverso da quello atteso, fino alla perdita di una parte o, in alcuni casi, di tutto il capitale. In generale, cercare un rendimento potenziale maggiore significa accettare più incertezza, oscillazioni più ampie o vincoli aggiuntivi.

 

Il rapporto tra rischio e rendimento non è una promessa: assumere più rischio non garantisce un guadagno più alto. Significa accettare una gamma più ampia di risultati possibili, compresi quelli negativi.


I principali rischi da considerare

  • Mercato: Il valore può scendere per l’andamento dei mercati, dell’economia o di un settore

  • Credito o emittente: Chi deve pagare interessi o rimborsare il capitale potrebbe non riuscirci

  • Tasso d’interesse: La variazione dei tassi può modificare il prezzo degli strumenti obbligazionari

  • Liquidità: Potrebbe essere difficile uscire rapidamente o senza penalizzazioni

  • Cambio: Una valuta estera può perdere valore rispetto all’Euro

  • Inflazione: Il capitale può crescere nominalmente, ma perdere potere d’acquisto

  • Concentrazione: Troppo capitale dipende dallo stesso emittente, settore o Paese

  • Complessità e costi: Meccanismi poco chiari o oneri elevati possono peggiorare il risultato


La volatilità non racconta tutto il rischio

La volatilità misura quanto oscilla il valore di un investimento. È un indicatore utile, ma non racconta tutto: anche un prodotto poco volatile può prevedere vincoli di uscita, costi o condizioni di garanzia specifiche. Se il denaro servirà a breve, inoltre, un investimento molto variabile potrebbe dover essere venduto proprio durante una fase negativa.

 

 

Il profilo di rischio deve quindi considerare due aspetti: quanto si è disposti a tollerare le oscillazioni e quanta perdita si può sostenere senza compromettere spese e progetti importanti.

Diversificare aiuta a gestire il rischio

La diversificazione distribuisce il capitale tra strumenti, emittenti, settori, Paesi e scadenze differenti. Può ridurre l’impatto di un singolo evento negativo, ma non elimina il rischio dei mercati e non garantisce un risultato positivo.

 

 

Non basta possedere molti strumenti: se sono tutti esposti agli stessi fattori, il portafoglio può rimanere concentrato. Conta soprattutto il modo in cui le diverse componenti vengono combinate.


Come investire in modo consapevole

Il rendimento è soltanto uno degli elementi della decisione. Prima di scegliere uno strumento conviene seguire alcuni passaggi:

 

 

1. Tenere disponibile la liquidità necessaria. Il denaro destinato alle spese correnti e agli imprevisti non dovrebbe dipendere dall’andamento dei mercati.

 

 

2. Definire obiettivo e durata. Un progetto previsto tra due anni richiede valutazioni diverse da uno con una scadenza molto più lontana: per questo, prima di scegliere, è utile capire cosa significa investire a medio lungo termine.

 

 

3. Capire quanta perdita si può sostenere. La disponibilità emotiva a vedere oscillare il capitale non sempre coincide con la capacità economica di sopportare una perdita.

 

 

4. Comprendere il prodotto. Bisogna sapere dove viene investito il denaro, da cosa dipende il risultato e come si può recuperare il capitale.

 

 

5. Confrontare rischio, costi e condizioni. KID e documenti contrattuali aiutano a verificare scenari, periodo consigliato, garanzie ed eventuali penalità di uscita.

 

 

6. Diversificare e controllare nel tempo. La scelta va osservata insieme al resto del patrimonio e rivista quando cambiano obiettivi o situazione personale.

 

 

Un rendimento elevato presentato come certo, rapido e privo di rischi è un segnale d’allarme.

 

 

Nel confronto tra un prodotto finanziario e gli investimenti assicurativi bisogna distinguere l’investimento dalle eventuali coperture assicurative. Queste tutele possono essere utili, ma hanno condizioni e costi propri e non fanno parte del rendimento.

 

 

La scelta più coerente non è necessariamente quella con il rendimento più alto. È quella che mantiene un rapporto comprensibile tra risultato possibile, rischio, durata, costi, disponibilità del capitale e obiettivi personali.

 


Le soluzioni di investimento Alleanza

Le soluzioni assicurative di investimento Alleanza seguono approcci diversi. Alcune utilizzano soprattutto una Gestione Separata, cioè una gestione distinta dal patrimonio della Compagnia e amministrata con criteri prudenziali; altre affiancano fondi il cui valore segue i mercati. La tabella offre un primo orientamento, non una raccomandazione personale.

 

Esigenza

Soluzione

Come è strutturata

Personalizzare maggiormente il portafoglio

Stile Unico

Gestione Separata, OICR e Fondi Interni organizzati in più percorsi.

Scegliere tra combinazioni già definite

Orizzonte Valore

Tre ripartizioni tra Gestione Separata e Fondo Interno ESG.

Considerare anche i criteri ESG

Valore Sostenibile

Linea di fondi ESG affiancati dalla Gestione Separata.

Bilanciare due componenti in parti uguali

Valore Evergreen

50% Gestione Separata e 50% Linea Soluzione Patrimonio.

Adottare un’impostazione più prudente

ValoreOro

Capitale investito nella Gestione Separata Fondo Euro San Giorgio.

Stile Unico: personalizzare il portafoglio

 

Stile Unico è una soluzione di investimento multiramo a premio unico che combina la Gestione Separata Fondo Euro San Giorgio (link to: https://www.alleanza.it/fondi-e-gestioni/gestioni-separate/) con OICR e Fondi Interni. Gli OICR sono fondi che investono il capitale raccolto da più risparmiatori. I diversi percorsi consentono di modulare la composizione in base a obiettivi e profilo di rischio, con modalità automatica o, alle condizioni previste, assistita. La logica è approfondita nella guida al portafoglio di investimento. Le componenti collegate ai fondi seguono l’andamento dei mercati.

 

 

Orizzonte Valore: scegliere tra tre combinazioni

 

Orizzonte Valore combina la Gestione Separata Fondo Euro San Giorgio con il Fondo Interno ESG Allocazione Dinamica. Prevede una composizione più cauta, con il 70% nella Gestione Separata, una equilibrata al 50% e una più dinamica, con il 70% nel Fondo Interno. La scelta può essere modificata dopo il primo anno, secondo il contratto. Cambiando i pesi cambiano anche oscillazioni e risultati possibili: per questo bisogna partire da obiettivi e durata, con una corretta pianificazione finanziaria.

 

 

Valore Sostenibile: integrare i criteri ESG

 

Valore Sostenibile investe il 90% del capitale nella Linea Obiettivo Futuro, composta da fondi selezionati considerando aspetti ambientali, sociali e di buona gestione aziendale; il restante 10% confluisce nella Gestione Separata Fondo Euro San Giorgio. I criteri ESG aggiungono questi elementi alla valutazione finanziaria, ma non eliminano il rischio né rendono certo il rendimento. Costi, durata e possibili perdite restano quindi centrali. Il tema è approfondito nella guida agli investimenti sostenibili.

 

 

Valore Evergreen: bilanciare stabilità e mercati

 

Valore Evergreen divide il premio a metà tra la Gestione Separata Fondo Euro San Giorgio e la Linea Soluzione Patrimonio, che comprende fondi obbligazionari, bilanciati, azionari e legati a green bond. Affianca così una componente più stabile a una maggiormente esposta ai mercati. Dopo il primo anno e fino al quinto si può riscattare ogni anno fino al 20% del valore senza penali; in seguito, qualsiasi importo, secondo le condizioni previste.

 

 

ValoreOro: un approccio più prudente

 

ValoreOro investe nella Gestione Separata Fondo Euro San Giorgio ed è pensato per un’impostazione prudente e una minore esposizione alle oscillazioni. L’orizzonte minimo consigliato è di cinque anni. Il riscatto è possibile dopo dodici mesi, con penalità decrescenti nei primi quattro anni: “rischio basso” non significa quindi disponibilità immediata e senza costi. Il funzionamento è spiegato nell’approfondimento sulla Gestione Separata.

 

Garanzie in caso di decesso e coperture facoltative variano tra le soluzioni e vanno valutate separatamente dal rendimento. Prima della scelta bisogna leggere KID, DIP aggiuntivo, cioè il documento informativo assicurativo, e condizioni di assicurazione. La soluzione va individuata in base a obiettivi, durata e rischio sostenibile per la propria situazione.