Nel 1934 Alleanza viene acquisita dalle Assicurazioni Generali di Trieste. Inizia una pagina del tutto nuova, una vera e propria rivoluzione organizzativa affidata a Mario Gasbarri.
 
Sotto la direzione Gasbarri si  avvia, infatti, il modello basato sulle "agenzie in economia": gli agenti diventano dipendenti e partecipano agli utili dell'azienda.
 
Vengono inoltre tenute a battesimo le cosiddette "polizze popolari", prodotti che prevedono versamenti mensili di importo modesto con taglio e durata fissi, per andare incontro alle necessità di risparmio anche dei ceti meno abbienti.
 
Negli anni della guerra le direttive emanate dalla Direzione si basano principalmente sulla conservazione del portafoglio e sullo snellimento del personale improduttivo.
 
Nell'immediato dopoguerra Alleanza registra la desolazione e la disperazione dei tanti assicurati colpiti dalla tragedia bellica. La società riesce tuttavia a superare i momenti della storia cruciale dell'Italia e si avvia alla costruzione di un prodotto di risparmio a larga diffusione.
 
Nel 1946 si consolida la crescita produttiva: per la società è un momento di rilancio e di ricerca di ogni forma utile per la promozione della vendita dei prodotti. Il numero delle polizze e delle operazioni aumenta mettendo a dura prova la struttura operativa. Nel 1948 un intervento di ricapitalizzazione da parte di Generali dà nuova linfa alla compagnia.
 
Dopo il grande lavoro riorganizzativo, i risultati in termini produttivi registrano una crescita del numero delle polizze e del volume dei premi, cui corrisponde l'aumento delle riserve tecniche, il miglioramento della tendenza dell'utile netto e del patrimonio.
 
Il 1952 è un anno storico per Alleanza, non solo viene inaugurato il Centro di Chieti, ma si assiste al primo temporaneo sorpasso nei confronti dell'Ina relativamente alle polizze Popolari.
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