LA RIORGANIZZAZIONE

Il nuovo assetto organizzativo
- All'ingresso di Gasbarri in Alleanza, le Agenzie sono ancora in appalto ma incomincia a prendere corpo il progetto della progressiva trasformazione in economia della rete di vendita per cui la Compagnia fornisce il capitale necessario per la gestione dell'Agenzia.
Le agenzie passano alle dirette dipendenze della direzione generale, ma con bilancio autonomo e partecipazione nella gestione e amministrazione del portafoglio.
Il decentramento persegue l'obiettivo di una maggiore snellezza dell'attività contro l'inflazionismo burocratico della direzione.
L'Italia viene quindi divisa in zone e le Gerenze sono il più importante dei cerchi concentrici in cui si organizza la zona in cui operano, sottoposte alla Direzione Generale insieme ai suoi Ispettorati Direzionali. Il capitale di gestione delle Agenzie è fornito senza interessi dalla società, la quale conferisce in proporzione agli Agenti Generali e ai loro Collaboratori il 50% degli utili prodotti.

Una nuova figura: il Produttore/esattore - L'atipicità delle popolari implica visite a domicilio mensili per la riscossione dei premi.
Nasce così la figura del produttore-esattore. Si tratta di un'invenzione inglese che consente di ottenere notevoli risparmi nella gestione della raccolta dei premi e di perseguire l'obbiettivo di contatto personale e continuativo tra l'assicurato e la compagnia.
Il particolare carattere delle polizze popolari e le finalità sociali che esse si prefiggono trovano in qualche modo un elemento di esaltazione in questa figura che ha la possibilità di conoscere l'assicurato e di essere presente nella vita delle famiglie.

La gestione delle persone - L'attenzione alla formazione del personale viene confermata e rafforzata, insieme alla necessità di fare spazio ai giovani che, una volta formati, possano assumere ruoli essenziali a Milano o nelle varie gerenze periferiche.
Per il passaggio "di grado" sono richiesti esami scritti e orali, con temi da sorteggiarsi.
Per aspirare alla carriera occorrono poi i requisiti di "autorità, di attaccamento all'Alleanza, di zelo, giustizia, ecc., non valutabili da un esame...".
Gasbarri si sente alla testa di un vero e proprio esercito di pace e modula la struttura organizzativa a imitazione della gerarchia militare, prendendo da quest'ultima il senso del dovere e della disciplina, ma evitando assolutamente di instaurare rapporti distaccati tra i vari livelli dei suoi ufficiali e sottoufficiali. Al contrario, porta nella gestione il massimo della disponibilità e della partecipazione per realizzare nella sua azienda lo spirito di famiglia.
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