LA CRISI DEL '29

La crisi del '29 e il crollo di Wall Street furono un disastro economico eccezionale
sia per estensione che per durata.
La grande depressione ebbe inizio con il crollo della Borsa a New York il 24
ottobre del 1929. La crisi del '29 perdurò fino al 29 ottobre, il cosiddetto Martedì
Nero.
Dopo la Prima Guerra Mondiale gli Stati Uniti conoscono un periodo di prosperità
e di progresso, tale da spingere i lavoratori a investire ingenti capitali in
borsa.
L'aumento del valore delle azioni non corrisponde però ad un reale incremento
della produzione. Infatti, dopo la speculazione economica diffusasi a tutti i
livelli, il valore scende rapidamente costringendo i possessori ad una massiccia
vendita, fino ad arrivare al crollo della borsa.
La crisi si propaga rapidamente a tutti i Paesi, in particolar modo a quelli europei, che dopo la Grande Guerra avevano richiesto
l'aiuto economico degli americani.
Il ritiro dei prestiti americani fa saltare il complesso e delicato sistema delle
riparazioni di guerra, trascinando nel baratro anche Francia ed Italia.
Si assiste ad un drastico calo della produzione, seguito da diminuzione dei prezzi,
crolli in borsa, fallimenti e chiusura di industrie e banche.
Molti paesi introducono misure protezionistiche e creano "aree economiche chiuse";
mentre i governi sono costretti a sperimentare forme di partecipazione diretta
dello Stato alla vita economica nazionale.
Nel complesso, nonostante un accenno di ripresa a partire dal 1933, la crisi
non sembra completamente superata fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale.